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Clima e Ghiacciai

Pubblicazione scritta dal glaciologo Franco Secchieri. Sicuramente il Veneto si trova nella zona geografica interessata da questa analisi meticolosa, documentata da un suggestivo apparato iconografico. Le variazioni del clima sono divenute un argomento di estremo interesse, scientifico e mediatico, per i cambiamenti che, non solo la Natura, ma anche l’intera società dovrà affrontare. In tale contesto i ghiacciai rappresentano uno dei più importanti aspetti delle modifiche dell’ambiente montano. In questo ambito sono coinvolte le Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, così come i loro ghiacciai. Per documentare quello che sta succedendo alle nostre montagne, l’autore ha raccolto le più belle fotografie dei ghiacciai e glacionevati delle Dolomiti (oltre 80 !) a partire dal 1980, frutto di un lavoro di studio e ricerca svolto anche in collaborazione con la Regione Veneto. Quaranta anni di storia narrati attraverso il confronto di immagini, prevalentemente aeree, eseguite durante periodici ed annuali voli di ricognizione realizzati fino ai giorni nostri. Si tratta di una testimonianza unica ed irripetibile di paesaggi d’alta quota che stanno ormai scomparendo, paesaggi consegnati alla memoria dei giovani e futuri alpinisti o di semplici amanti della montagna. Sono ritratte tutte le masse gelate presenti nei vari i gruppi dolomitici: dalla Marmolada al Civetta, dalle Pale di San Martino al Cristallo, dalle Tofane al Sorapis e all’Antelao. Il titolo dell’edizione è : “Clima e Ghiacciai, il caso Dolomiti: gli ultimi 40 anni di storia dei ghiacciai raccontata in immagini” e si compone di 256 pagine e 315 fotografie, suddivise in due sezioni: la prima parte riporta notizie generali di glaciologia e la seconda comprende le immagini realizzate, tutte commentate, suddivise in gruppi montuosi. Le immagini sono assolutamente originali anche per il tipo di prospettiva (aerea) con cui sono state riprese. Nella prima parte gli argomenti trattati sono i seguenti: Dal Delta del Po ai ghiacciai delle Alpi; La mia esperienza sui ghiacciai; Cos’è un ghiacciaio – Clima e ghiacciai; Il ghiaccio, un artista che ha modellato il Pianeta; I precedenti studi glaciologici sulle Dolomiti; Sul concetto di sito glaciogeno – Permafrost e rock glacier; Le frane; I ghiacciai delle Dolomiti ieri oggi domani. Nella seconda parte gli argomenti trattati sono i seguenti: I gruppi montuosi ed i loro ghiacciai: Antelao, Cadini, Civetta, Cristallo, Croda Rossa, Marmarole, Marmolada, Marmolada Vernale (Cima Uomo), Pale di San Martino, Pelmo, Popera, Sassolungo, Sella, Sorapis, Tofane e Cima D’Asta. La pubblicazione è stata patrocinata dalla Regione Veneto e dall’UNESCO Dolomiti.

Venezia Panoramica – La scoperta dell’orizzonte infinito

L’editore vicentino Gilberto Padovan è stato invitato ad esporre presso la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, dal 14 maggio al 12 settembre, il disegno più esteso finora realizzato della città lagunare. Un’idea fuori del comune che l’editore ha sostenuto e progettato a fine Novecento. L’opera è di Guido Albanello che con grande perizia ha realizzato un vero proprio capolavoro documentale, composto nell’insieme (360° gradi sulla città e laguna) da sette grandi fogli di cm. 160×81.
La mostra si snoda in un percorso storico sull’iconografia a stampa, di soli grandi panorami, che gli incisori illuminati, dal XV al XX secolo, hanno immortalato nelle loro lastre.
La stessa mostra, in autunno, sarà trasferita a Mosca, grazie all’Istituto di Cultura Italiana, presso il Museo di Architettura A. V. Schusev, dimostrando ancora una volta quanto Venezia sia un instancabile motore di cultura a livello
internazionale.
La mostra ripercorre, attraverso vere e proprie opere caposaldi, gli sviluppi che nel tempo hanno portato alla nascita, a fine Settecento, del termine ‘panorama’ e delle opere che ne hanno determinato la fortuna: dalla celeberrima xilografia di Erhard Reuwich di fine ‘400, al rarissimo volto di Venezia tracciato da Giovanni Merlo nel Seicento; dalle elaborazioni tra Seicento e Settecento di una curiosa Venezia dal volto nordico ai panorami ottocenteschi dei nostri più celebri incisori, impegnati a variare e ad allargare progressivamente le loro panoramiche, in una sorta di gioco di testimonianza e apprezzamento dell’inimitabile volto veneziano, fino ai nostri giorni.
Caffi, Moro, Pividor e così via testimoniano in mostra la fortuna di un genere e portano all’ammirazione del pubblico un pacchetto di opere poco note o addirittura sconosciute che, per la prima volta, possono anche essere accostate e comparate tra loro.
La mostra si conclude con le tavole di Guido Albanello che raccoglie la sfida dei provetti panoramisti dell’Ottocento.
Attraverso immagini immersive e ricche di dettagli il libro-catalogo ripercorre la storia del panorama, dalle vignette medievali fino alle riprese dei fratelli Lumière di fine Ottocento. Ampio spazio è dedicato al grande Panorama di Venezia di Giovanni Biasin e ai suoi possibili modelli: le vedute incise o litografate dagli specialisti del genere quali
Ippolito Caffi, Antonio Lazzari, Giovanni Pividor e Marco Moro; i grandissimi panorami realizzati per le più importanti esposizioni d’arte europee; i diorami e prodotti simili che giravano di città in città per l’intrattenimento dei più curiosi, senza dimenticare le opere dei vedutisti settecenteschi, primo tra tutti Canaletto. Arricchisce il volume un catalogo completo delle opere che nei secoli hanno contribuito allo sviluppo del genere. Testi di Giandomenico Romanelli, Pascaline Vatin e Carlo Montanaro.

Video realizzato dal prof. Giandomenico Romanelli

Donazione alla Polizia Locale di Vicenza

Vicenza in verticale, anno 1987. Come nessuno aveva fatto prima e come nessuno farà mai più. Quando il pittore, illustratore e vignettista Toni Vedù (1947-2015), accettò l’invito-sfida rivoltogli dall’editore Gilberto Padovan, ovvero la realizzazione di una stampa d’arte che racchiudesse in un unico colpo d’occhio il centro storico della città, si mise all’opera mettendo in moto quella parte del suo temperamento artistico che contemperava l’amore per cultura classica — in questo caso la profonda conoscenza della vedutistica dei secoli andati — e uno scanzonato, irresistibile estro “pop”.

Questa è la litografia d’arte che Gilberto Padovan ha voluto donare a tutti i componenti del Corpo della Polizia Locale di Vicenza in occasione della Festa della Repubblica, un omaggio significativo anche alla nostra città, patrimonio dell’UNESCO. Un dono per il serio e responsabile servizio di controllo su tutto il territorio comunale di un Corpo che è nato nel 1828, quando si chiamava Polizia Muniucipale di Vicenza. Presenti alla cerimonia di donazione il Sindaco di Vicenza Francesco Rucco, il Comandante della Polizia Locale Massimo Parolin, il Consigliere Comunale Nicolò Naclerio, l’Editore e una vasta rappresentanza del Corpo.

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