EVENTO-DONAZIONE ALLA VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA DI MILANO

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Con un evento culturale, organizzato nella Sala Federiciana della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, in Piazza San Sepolcro, lunedì 23 maggio, alle ore 15.00, è stata presentata per la prima volta una versione contemporanea delle “Quattro Stagioni” di Giuseppe Arcimboldo (1527-1593). L’opera d’arte, firmata dall’autore cinqucentesco e conservata al Museo del Louvre, è stata infatti reinterpretata in maniera magistrale, a mano libera con il pennino a china, dall’artista Guido Albanello sotto la regia di Gilberto Padovan. Ad aprire l’evento è stato il direttore della Pinacoteca Ambrosiana, Don Alberto Rocca , a cui ha

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Evento in occasione del Centenario della Grande Guerra

In occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, l’editore Gilberto Padovan ha organizzato un incontro culturale a tavola, nei locali del “Piccolo Mondo” a Zovencedo (Vicenza), con ricordi e letture incentrati soprattutto sull’epopea del Monte Pasubio. Sono intervenuti Alberto Burato, ricercatore storico e medico militare , e Massimo Celegato, musicologo . Nell’occasione è stata presentata anche una suggestiva ristampa d’arte. Mauro Passarin ha scritto: ”Tra il monte Pasubio e la Grande Guerra c’è un legame talmente profondo da spingere a pensare che il primo esista perché è stata la seconda a generarlo”. Austriaci e Italiani erano consapevoli che il Pasubio fosse il cardine del fronte tra l’Adige e l’Altopiano di Asiago e, per questo, fu “la montagna più accanitamente contesa fra tutte sul fronte alpino”. Tra i mesi di maggio e dicembre del 1915, le nostre truppe avevano occupato l’intero massiccio, arrivando vicino a Rovereto, ma tale avanzata si fermò davanti alla linea di massimo arretramento prevista dagli Imperiali. Da quella linea gli Autro-Ungarici, il 15 maggio 1916, sferrarono “l’Offensiva di Primavera”, passata alla Storia con il termine di “Strafexpedition”. Nel giro di pochi giorni la battaglia si spostava sul Col Santo e, contemporaneamente, attraverso le valli sottostanti, gli Austro-Ungarici ne tentavano l’avvolgimento. In Vallarsa venivano bloccati dai Nostri nei centri di Parrocchia e Zendri, ma in Val Posina si avvicinarono pericolosamente al Colle Xomo e a Bocchetta Campiglia. Sul versante occidentale gli Austriaci occupavano l’Alpe di Cosmagnon e il ciglione Lora- Sogi. Al centro i due eserciti nemici si fronteggiavano su due cime rocciose, fino ad allora senza nome, che diventeranno poi famose con i nomi di Dente Italiano e Dente Austriaco. Contro la difesa di quelle posizioni, da parte dei soldati italiani, il 17 giugno 1916 veniva meno l’offensiva Austro-Ungarica. Dal giugno 1916 al novembre 1918 il Pasubio continuò ad essere teatro di sconvolgenti e tragici combattimenti che trasformeranno la montagna in quella che un soldato austriaco definì “la caldaia delle streghe”. La vita, in questo luogo, superò ogni limite di sopportazione umana:”Il vivere fu ben più duro che il morire”.

A ricordo del soldato Arturo Padovan, nato nell’aprile del 1897, decorato con medaglia d’Oro e Croce di Guerra, insignito Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto con decreto del Presidente della Repubblica n. 26608, il 5 maggio 1971. Ha combattuto sul fronte del Carso durante la Grande Guerra. E’ stato ferito in una missione, come corriere, fra un comando di tappa e l’altro. Sepolto sotto una valanga di neve, si è salvato miracolosamente perché protetto da  un albero.

A cena con l’autore

Questa la nuova iniziativa che è stata organizzata dall’editore Gilberto Padovan per ricordare Emanuele Zuccato, uno tra i maggiori poeti dialettali vicentini. Scrittore a tutto tondo, affettuoso, bonario, incline a suscitare commozione, ma anche pronto a far scaturire un franco sorriso, a schizzare quadretti di sottile arguzia. E’ stato, sicuramente, uno dei “personaggi” della variopinta Vicenza artistica fra le due guerre assieme a Ubaldo Oppi, Adolfo Giuriato e Checo Elsi. Neri Pozza lo definì “il cantore di Vicenza” e così lo aveva descritto: “Il camice bianco ben tirato sulla persona, Zuccato doveva aver ascoltato per anni le pene sommerse delle donne che gli arrivavano davanti per porgli i quesiti più imbarazzanti. E la sua pazienza d’ascoltare e quella nel consigliare il rimedio per la vitella stentata, il cavallo azzoppato, il ragazzo stitico e la donna disappetente, gli avevano fatto scuola di pietas, di umanità nel senso più benevolo e trepido. Da questo mondo nascevano le sue poesie dialettali: rapidi scherzi tirati via alla brava, con le rime giuste, per i quali diventava dicitore e attore, come se vi avesse concentrato il mondo”. L’incontro si è tenuto al ristorante “Al Cappello” di Breganze. Sono intervenuti il giornalista e poeta Antonio Stefani, il memorialista Walter Stefani e l’attrice Francesca Clementi. Nella serata è stata presentata l’antologia “Poesie alla Vicentina”. Il volume raccoglie componimenti scelti per la loro particolare rispondenza con lo spirito della società vicentina degli anni compresi tra il 1920 e 1960. Un interessante epistolario e un suggestivo apparato iconografico completano l’opera. L’edizione, con prefazione di Gian Antonio Cibotto, è impostata su rigorosi criteri filologici e cronologici.

RAI “Tg2 Storie” racconta Gilberto Padovan editore

Gilberto PadovanSabato, 12 dicembre 2015, Rai 2, nella trasmissione “Storie”, condotta da Maria Concetta Mattei, ha mandato in onda un servizio sull’attività dell’editore vicentino Gilberto Padovan. Si è parlato principalmente della progettazione e realizzazione del grande panorama di Venezia e della sua laguna, un disegno a china che si estende per metri 9,80  e che rappresenta la veduta più estesa mai eseguita prima d’ora, superando, di circa quattro volte, la dimensione, per lunghezza, della” Venetie MD” che Jacopo de’ Barbari realizzò agli inizi del XVI secolo, considerata, almeno fino a questa, come il maggiore capolavoro della cartografia veneziana. Un’ attività editoriale, quella di Gilberto Padovan, intrisa di ricerca, con produzioni storico-artistiche mai scontate, nel costante studio dei materiali e delle lavorazioni più peculiari per un risultato di alta qualità, riscontrabili sempre nelle sue edizioni rivolte ad un pubblico amante del Bello. Una conoscenza professionale ed estetica che si intrecciano nel racconto della vita. Edizioni di nicchia che nascono dal desiderio di respirare l’acre odore dell’inchiostro, sentendo scorrere il rullo appiccicoso sulla matrice, nel desiderio di una rappresentazione scenica, emotiva, che si trasforma e traduce in immagine sulla carta. Alcune delle sue opere si trovano già negli archivi di importanti musei europei. Per esempio, ad arricchire il catalogo culturale Veneto, basti ricordare la produzione della Collezione delle trentasei vedute di Vicenza, della Collezione delle diciannove vedute di Bassano del Grappa e quella delle sette città venete, capoluogo di provincia.