Cultura veneta

foto-castello

Gilberto Padovan Editore, venerdì 3 marzo, alle ore 19.30, nei locali del Castello di Giulietta e Romeo, a Montecchio Maggiore, organizzerà un evento culturale che avrà come tema “la lingua veneta”, espressione e testimonianza della civiltà più che millenaria della nostra Terra. Nel corso della serata verrà presentata la ristampa anastatica del “Dizionario Vicentino-Italiano e regole di grammatica” del maestro e pedagogista Giulio Nazari che, dopo l’Unità d’Italia, ideò una collana di dizionari dei dialetti delle sette province venete, per insegnare l’Italiano agli alunni delle Scuole Elementari. In questo modo l’autore intendeva affrontare il grave problema dell’istruzione pubblica, cioè educare le nuove generazioni cercando di diffondere la lingua comune, l’Italiano, in grado di sovrapporsi, sia pur lentamente, ai numerosi dialetti della nostra regione. Istruire soprattutto, ma anche sviluppare una coscienza nazionale a coronamento del lungo e tormentato periodo Risorgimentale. Qualche dato per quanto riguarda l’analfabetismo nel Vicentino. Al censimento del 1871, 37mila erano gli abitanti di Vicenza: su 18mila uomini soltanto 7mila sapevano leggere e scrivere, 840 soltanto leggere; delle 18mila donne, 10mila sapevano leggere e scrivere e 390 solo leggere. Tra il 1876 e il 1877 nel territorio vicentino erano oltre 9mila gli alunni non frequentanti l’anno scolastico, con queste motivazioni: 2600 per l’eccessiva lontananza della scuola dalla loro abitazione; 1200 per l’estrema povertà delle loro famiglie; 4500 per l’indolenza dei loro genitori; 640 per cause di malattia e 364 per mancanza di scuole femminili. La metà dei ragazzi in età scolare, dunque, disertava le lezioni per cause non dipendenti dalla loro volontà. E’ da rilevare che l’asserita indolenza dei genitori celava quasi sempre una situazione economico-familiare di grande miseria. L’edizione anastatica, che ha conservato il fascino antico dell’originario “Dizionario” ad uso delle Scuole Elementari, comincia con l’ortografia e si conclude con la coniugazione dei verbi e contiene un corposo campionario di 5850 voci e 2470 frasi proprie del dialetto vivo di quegli anni lontani, ed è diventato, ai nostri giorni, una fonte preziosa per la conoscenza del Vicentino. Di particolare interesse anche l’introduzione al Dizionario, in cui Giulio Nazari suggerisce un metodo didattico innovativo, e in gran parte ancora valido, basato sulla comparazione delle due lingue. Alessandro Mocellin, direttore dell’ “Academia de la Lengua Veneta”, illustrerà le caratteristiche del nostro idioma e le sue origini e Francesca Clementi leggerà alcuni brani e detti polari veneti. (Prenotazione chiusa).

Il Dizionario Vicentino – Italiano e regole di grammatica

In occasione del dibattito sul bilinguismo nel Veneto la giornalista Chiara Roverotto ha scritto il seguente articolo sul Giornale di Vicenza nel quale enuncia le caratteristiche del Dizionario Vicentino-Italiano realizzato dall’editore Gilberto Padovan.

Il dialetto è diventato la bandiera da sventolare contro lo Stato centrale, il vessillo da issare per segnare confini, culture, ideologie?Oppure rimane lo strumento per difendere le identità che si stanno perdendo? Il dibattito torna ad accendersi, dopo la decisione del Consiglio regionale del Veneto che, il 6 dicembre scorso, ha approvato un disegno di legge che definisce il popolo veneto come una minoranza nazionale: pertanto la lingua dovrebbe essere preservata e in futuro magari insegnata nelle scuole o parlata negli uffici pubblici. Bisognerà ovviamente vedere entro i prossimi due mesi se lo Stato sarà d’accordo, perchè si andrebbero a toccare i principi della Costituzione.[…]

Clicca qui e leggi l’articolo in pdf

L’editore mecenate che riscopre la bellezza del suo Veneto

Il quotidiano “Libero” ha pubblicato un’articolo scritto da Paolo Bianchi sull’attività dell’Editore Gilberto Padovan.

[…] Fra le centinaia di iniziative delle quali è stato motore e anima, confesso di preferire la serie di innumerevoli stampe di vedute dedicate a diverse città del Veneto. In un tempo di fotografia digitale e di tecnologie avvezze alla ripetitività, Padovan si è dedicato alla costruzione di capolavori, come i disegni a matita di Guido Albanello. Decine, centinaia di vedute a volo d’uccello, che permettono allo spettatore di rendersi conto di una realtà a cui magari non ha mai potuto far caso, considerati gli ostacoli visuali e le brutture del tempo di oggi. Paesaggio, urbanistica, architettura. L’ultima impresa, poi, è spettacolare: questa di Venezia è la più importante e dilatata veduta della città che sia mai stata eseguita. Oltre 11 metri di lunghezza, quasi quattro volte le dimensioni della Venetie MD che Jacopo de’ Barbari realizza proprio nell’anno d’avvio del XVI secolo e che da allora è 2 di 2 stata considerata, come il maggiore capolavoro della cartografia veneziana. Fino a ora. I sette fogli di Albanello si impongono anzitutto per la qualità finissima del segno ma anche per l’originalità dell’inquadratura, in cui si fondono la veduta a volo d’uccello e una più moderna concezione “panoramica”, che si svolge per 360°: solo in questo modo è stato possibile mostrare, con la città, anche la laguna circostante, fornendo così la soluzione a un problema di vedutismo della città di San Marco. […]

Leggi l’articolo sul sito del quotidiano

Leggi l’articolo in formato pdf

A cena con Goffredo Parise

prova-cover-10-high_web-1-768x480Gilberto Padovan Editore ha ricordato Goffredo Parise, a trent’anni dalla morte,  con un evento culturale che si è tenuto a Breganze. E’ intervenuto il critico letterario Marco Cavalli che ha parlato della sua vita e delle sue opere.

Goffredo Parise, scrittore, giornalista, poeta, sceneggiatore, è forse uno dei narratori vicentini che più di altri sanno ancora catturare l’ interesse e la curiosità dei lettori anche giovani. Nel 1951 esordisce con ” Il ragazzo morto e le comete”, un romanzo controcorrente rispetto al clima neorealista che caratterizzava il panorama letterario del tempo. Attraverso una prosa innovativa, Continue reading “A cena con Goffredo Parise” »

EVENTO-DONAZIONE ALLA VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA DI MILANO

GUARDA LE STAMPE

Con un evento culturale, organizzato nella Sala Federiciana della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, in Piazza San Sepolcro, lunedì 23 maggio, alle ore 15.00, è stata presentata per la prima volta una versione contemporanea delle “Quattro Stagioni” di Giuseppe Arcimboldo (1527-1593). L’opera d’arte, firmata dall’autore cinqucentesco e conservata al Museo del Louvre, è stata infatti reinterpretata in maniera magistrale, a Continue reading “EVENTO-DONAZIONE ALLA VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA DI MILANO” »